Foggia a picco: ad Altamura firma di Curcio (e Borbei) sull'ottavo ko di fila

Ancora una sconfitta, ancora un gol evitabile, ancora l'allarme a sirene spiegate che suona sulla testa di Pazienza e di tutta la nave rossonera. Altamura certifica la deriva da una rotta salvezza ormai smarrita da quasi due mesi. L'illusoria vittoria contro il Giugliano è rimasta isolata in un 2026 da tregenda. Nel mentre altre tegole, dopo quella di Petermann (senza contare gli altri accidenti assortiti occorsi ai vari Buttaro, Liguori e la Cangiano): in terra murgiana a lasciare il campo è un altro calciatore decisivo e non sostituibile, quel Riccardo Brosco giunto a Foggia per portare quel bagaglio di esperienza e “saper fare” che decisamente manca a questa squadra.

LA PARITA - Lo si è visto anche al “Tonino D'Angelo”, in una partita onestamente brutta, avara di emozioni e, da un certo punto in poi, semioscurata da una coltre di foschia che è quasi metafora della nebbia che avvolge il tentativo di risalita del Foggia di Pazienza: confusa, attutita, indecifrabile. Anche contro i biancorossi di Mangia, i rossoneri (in maglia bianca) seguono un canovaccio già visto: timidi nelle giocate, distratti nei momenti topici, avviliti quando vanno sotto. Il gol di Curcio, casuale nell'economia di una partita parecchio spenta, non ha reazione. Ed è così che scivola via anche l'ennesima occasione di rompere il digiuno di punti.

SORPRESE - Pazienza affronta il turno infrasettimanale con diverse novità di rilievo, sia di formazione che di modulo: in porta Borbei rileva Perucchini dopo quasi un intero girone; davanti a lui un'ipotesi di 3-5-2 con alcune forzature di ruolo (gli esterni, e poi l'ex D'Amico arretrato inizialmente a mezz'ala). Un impianto che però, nel corso della gara, cambierà più volte. Dall'altra parte, il “Squadra” di casa è privo di Crimi e di Peschetola ma ha altri 4 ex tra campo - Alastra e la Curcio - e panchina - Nicolao e la Millico (che poi subentrerà a Rosafio). Mangia opta per un 3-4-1-2 con una certa qualità offensiva ma simili premesse non si tramuteranno in un grosso spettacolo. Il Foggia bada a chiudere le linee di passaggio avversarie ma è senza un regista di ruolo: l'unico in grado di imbastire dalle retrovie (Brosco) è costretto a uscire per un risentimento muscolare (come se Pazienza & co. non mancassero problemi di cui preoccuparsi). Sta di fatto che i rossoneri non danno mai particolare profondità all'azione, salvo un paio di occasioni (7′, botta di Garofalo dal limite che termina a lato e 29′ Liguori, ben lanciato da Biasiol, discesa e tiro sull'esterno della rete). L'Altamura si imbriglia un po’ fra le linee rossonere ma trova ugualmente un tris di sortite (20′ Rosafio, conclusione a giro fuori misura; 34′ Zezza, su bella imbeccata di Curcio, diagonale che si spegne alla destra di Perucchini; 45′, cross basso di Mogentale ancora per Rosafio che da due passi sfiora il palo di un nonnulla). Il primo tempo è tutto qui.

Nel secondo, la conclusione di Tommasini che impegna Alastra al minuto 60 (ottimo assist di D'Amico) può essere almeno messa su taccuino. Sul fronte opposto i murgiani provano a fare qualcosa in più ma senza trovare varchi interessanti. Almeno finchè non è Borbei a crearne uno (72′) uscendo malissimo sul cross dalla sua sinistra per Curcio: l'indimenticato n°10 del Foggia di Marchionni e Zeman non può che metterla in rete, bissando il gol-partita dell'andata. E’ calata la nebbia, in tutti i sensi. Foggia fuori dalla partita e fuori dalla grazia dei quasi 300 tifosi presenti sugli spalti, che rifiuteranno il saluto finale della squadra contestandola duramente. Otto sconfitte consecutive, un dato che fa paura. Quella paura più volte evocata da Pazienza come un sentimento da “accogliere”, ma con cui la convivenza sembra invece sempre più difficile.

Giancarlo Pugliese

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IL TABELLINO / TEAM ALTAMURA - FOGGIA 1-0

RETE: 72′ Curcio (A)

SQUADRA ALTAMURA (3-4-1-2): Alastra; Zazza, Poli (69′ Esposito), Silletti; Mogentale, Dipinto, Nazzaro, Falasca (89′ Mbaye); Grande; Rosafio (69′ Millico), Curcio.
A disposizione: Viola, Doumbia, Suazo, Agostinelli, Simone, Florio, Nicolao, Dimola, Fantoni. Allenatore: Devis Mangia.

FOGGIA (3-5-2): Borbei; Biasiol, Brosco (19′ Minelli), Giron; Rizzo (83′ Valietti), Castorri (83′ Nocerino), Garofalo, D'Amico (77′ Bevilacqua), Romeo; Liguori, Tommasini. A disposizione: Perucchini, Magro, Dimarco, Eyango, Staver, Menegazzo, Pazienza. Allenatore: Michele Pazienza.

ARBITRO: Fabrizio Ramondinodi Palermo.
AMMONITO: 60′ D'Amico (F).

NOTA: Spettatori: 1.800 (circa 300 da Foggia). Angoli 4-1. Recupero: 3′ p.t. + 3′ s.t.

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