
PIOVE SUL BAGNATO
Contro il Potenza c'era la speranza di una svolta, una svolta che non solo non è avvenuta, ma che ha in realtà lasciato posto ad una partita piena zeppa dei soliti cliché. Toccherebbe purtroppo ripeterci se non fosse che qualcosa ci è andato di traverso.
- I tifosi - Piove sul bagnato e non a caso. Quando piove si sa che emergono le lumachine e queste lumachine sembra non aspettassero altro che un periodo critico per riportare in auge vecchie storie di vecchie gestioni. Ebbene, se da un lato (visto che in 5 anni i “grazie presidè” da parte di taluni si sono sprecati) sarebbe fisiologico che qualche vecchio habitué dei social e non solo torni ad esprimere vecchi ritornello, dall'altro, se invece si tratta di tifosi tout-court, la cosa si fa tragicomica, se non grave, perché evidentemente non si ha ancora contezza del fatto che se non fossero intervenuti due giovani gagliardi, certi discorsi di permanenza in C o retrocessione in quarta serie sarebbero addirittura caduti nel pleonastico. Non più tardi di due giorni fa ho potuto vedere un accorato intervento telefonico nella seguitissima trasmissione (“90° Rossonero”), dove un telespettatore esprimeva tutta la sua rabbia dopo aver assistito all'incontro allo Zaccheria. Il tifoso in sintesi aveva da ridire sull'atteggiamento di una parte di tifosi che contestava alla fine della gara, sottolineando che, al punto in cui siamo, si è arrivati probabilmente al termine di un lungo percorso partito negli anni precedenti e che quest'anno ha prodotto in estate una squadra con ben poche qualità per salvarsi... E come dargli torto? Ecco che allora occorre anche che alla contestazione e ai toni particolarmente aspri verso i giocatori, nel prima, nel durante e nel dopo gara, dovrà necessariamente abbinarsi anche il sostegno (e questo anche e proprio perché i problemi di oggi vengono, in buona parte, da lontano). Allora provo a cercare una quadra: da diverse partite a questa parte si è fatalmente pervenuti all'idea che l'obiettivo dovrà essere l'arrivare ai giocare fuori e magari in condizioni il più possibile vicine all'ottimale. E dunque, oltre a non essere ancora pregiudicato l'esito del torneo, bisognerà comunque far riferimento ai ragazzi che vanno in campo per salvare la stagione (un po’ com'è stato anche la scorsa stagione, quando la striscia di sconfitte consecutive si fermò “solo” a sei, con tanto di scontro diretto perso in casa). Del resto passano i presidenti, passano i ds, passano gli allenatori, ma passano pure i giocatori. Chi resta? A noi, come abbiamo appena fatto, basta ricordare, poiché non è passato tantissimo tempo, che lo scorso anno, dopo una caduta verticale a livello di risultati (delle quali cause ognuno si sarà a suo tempo potuto fare la sua idea...), si dovrà affrontare il Messina nei play out, squadra che, a differenza nostra, era gasata grazie al supporto della propria tifoseria, nonostante i grossi problemi (riverberatisi quest'anno con la pesante penalizzazione di 14 punti anche in serie D). E noi? Oltre ad avere una tifoseria “arrabbiata” con la squadra, la ciliegina fu anche il grosso rischio di non poter disputare la gara allo Zaccheria o disputarlo a porte chiuse (chissà se il Comune ha recuperato quelle spese per stewart e quant'altro). Bene, nonostante tutto ciò, sappiamo come è andata a finire e come ci si salva.
- La classifica - Noi continuiamo ad avere fiducia poiché nei bassifondi non bisogna vincerle tutte, ma fare punti qua e là, specie in considerazione del fatto che, purtroppo per loro, le disgrazie ci danno una mano (un po’ della “buona sorte” avuta nei 5 anni precedenti potrebbe farci comodo. Basterebbe anche in piccola misura).
- I giocatori - E’ chiaro che non possiamo sparare sulla croce rossa, poiché se uno è limitato, cosa gli vuoi dire? Del resto si sono scelti da soli? Direi proprio di no. Del resto con certe premesse e con certe situazioni mai viste nella storia del Foggia non poteva che generarsi quella che forse è la peggior squadra di sempre vista a Foggia nel professionismo. Dunque quasi quasi non ha neppure senso contestarli, poiché ormai se lo aspettano. Giustificati? Assolutamente no. Tu puoi essere scarso quanto vuoi, ma in campo devi mangiarti l'erba e non avere la testa dell'ormai retrocesso: non si scherza con la passione altrui. Non può essere che un Biasiol ci metta quel po’ di cuore, grinta e temperamento tale da essere notato rispetto ad altri: parliamo di uno che viene dalla D e al momento non certo un top player. Non può essere che un ragazzino appena arrivato (Eyango) e fermo da un anno, anno e mezzo, alla prima presenza cerchi di trascinare la squadra. Ribadiamo: scarsi sì, lo saranno anche, ma sportivamente arrabbiati devono pur esserlo. Prendano esempio da chi non percepisce compensi per intero ed è falcidiato da penalità (Siracusa). Dunque contestare come sta avvenendo può forse non essere del tutto la migliore strategia, ma provare un briciolo di vergogna guardandosi allo specchio da parte di diversi fra gli elementi di questa squadra credo sia doveroso. Ed è per questo che suggeriamo ai ragazzi che hanno anni e carisma di guidare per mano coloro che magari hanno già la testa presso altri lidi. Così come suggeriamo a chi di dovere di rendere lo spogliatoio e ciò che è attorno blindato, senza possibili interferenze di vario genere.
- La proprietà – No, non ce la sentiamo di condannare l'attuale proprietà per alcuni errori, anche marchiani, poiché a nostro avviso, bisogna dirlo, sono stati fatti tutti in buona fede. E poi diciamolo: si sono comportati soprattutto da tifosi, e come tali ci si lascia trasportare spesso dall'emotività. Spiace dunque per questi ragazzi che oltretutto con la loro passione, il loro entusiasmo, rischiano di ritrovarsi a fare i conti in una considerevole percentuale con gli esiti delle gestioni di altri. E, magari, da qualche parte si dirà (e si riderà) del fatto che sono proprio i “foggiani” a portare a compimento una retrocessione drammatica e dolorosa. Per quanto mi riguarda, io la vedo in modo totalmente diverso: da un epilogo a mio modo di vedere molto più che probabile, oggi abbiamo una fiammella. Vediamo di coltivarla. Alla peggio, prendiamo a prestito le parole di un amico tifoso che allo stadio, nell'ultima partita, si è rivolto ai De Vitto-Casillo con un... “COMUNQUE VADA SARA’ UN SUCCESSO”.”. Ci ridiamo su, naturalmente (non è affatto un “successo” che ci auguriamo). Ma dunque, se non mollano loro due, lo possiamo fare noi?
Rino La Forgia
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